Il mondo dei bonus edilizi nel 2026 è profondamente cambiato rispetto agli anni del grande boom 2020-2023. Il Superbonus al 110% — che aveva trascinato un’ondata di ristrutturazioni senza precedenti — è ormai un ricordo per la stragrande maggioranza dei contribuenti.
Ma ciò non significa che le agevolazioni fiscali per la casa siano sparite: esistono ancora detrazioni significative per chi vuole ristrutturare, migliorare l’efficienza energetica, acquistare la prima casa o mettere in sicurezza sismica il proprio immobile. Questa guida fa il punto completo su tutto ciò che è ancora disponibile nel 2026, con le aliquote aggiornate e le condizioni per accedervi.
Bonus ristrutturazione 2026: il 50% che resiste
Il Bonus Ristrutturazione è la detrazione più longeva e ancora la più utilizzata dagli italiani. Consente di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (detrazione massima: 48.000 euro).
La detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo — non in un’unica soluzione — quindi è uno strumento adatto a chi ha reddito imponibile sufficiente per sfruttarla negli anni.
Cosa rientra nel Bonus Ristrutturazione: – Manutenzione straordinaria (rifacimento bagno, impianti, pavimenti, infissi) – Restauro e risanamento conservativo – Interventi antisismici (con possibile integrazione con il Sismabonus) – Realizzazione di autorimesse e posti auto pertinenziali – Eliminazione delle barriere architettoniche – Installazione di impianti fotovoltaici (in combinazione con altri bonus)
Attenzione: la manutenzione ordinaria (tinteggiatura, piccole riparazioni) è detraibile solo sulle parti comuni degli edifici condominiali, non sulle unità singole.
Ecobonus 2026: le detrazioni per l’efficienza energetica
L’Ecobonus permette di detrarre le spese per interventi che migliorano l’efficienza energetica degli immobili esistenti. Le aliquote variano in base al tipo di intervento:
- 65% per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza, caldaie a condensazione in classe A, impianti geotermici; per l’installazione di sistemi di schermatura solare; per la riqualificazione energetica globale dell’edificio
- 50% per la sostituzione di infissi, installazione di sistemi domotici per il controllo energetico, sostituzione di caldaie a condensazione in classe A con sistemi di termoregolazione evoluta
Il limite massimo di spesa detraibile varia da 30.000 a 100.000 euro a seconda del tipo di intervento. Anche l’Ecobonus si recupera in 10 anni.
Per accedere all’Ecobonus è necessario che l’intervento migliori almeno il 20% il rendimento energetico dell’edificio, certificato da un tecnico abilitato attraverso l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) ante e post intervento.
Superbonus nel 2026: cosa rimane
Il Superbonus, dopo anni di progressive riduzioni, nel 2026 si attesta al 65% per alcune categorie specifiche: – Condomini che hanno iniziato i lavori entro determinate scadenze e rispettano le condizioni previste dalla normativa vigente – Edifici con caratteristiche particolari (zona sismica 1 e 2, immobili danneggiati da eventi sismici)
Per la stragrande maggioranza dei privati e dei condomini, il Superbonus al 65% è ancora tecnicamente accessibile ma con condizioni molto più restrittive rispetto al 110% originario. La cessione del credito e lo sconto in fattura — i meccanismi che avevano reso il Superbonus così attrattivo — sono sostanzialmente bloccati per i privati dal 2024.
In pratica, chi può sfruttare il Superbonus nel 2026 lo fa detraendo direttamente dall’IRPEF in 4 rate annuali, il che richiede un reddito imponibile significativo.
Sismabonus 2026: detrazione per la messa in sicurezza
Il Sismabonus incentiva gli interventi antisismici sugli edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, che coprono gran parte del territorio italiano. Le aliquote sono:
- 50% per interventi sulle singole unità immobiliari
- 70% se l’intervento riduce il rischio sismico di una classe
- 80% se riduce il rischio sismico di due classi
- 75% per le parti comuni dei condomini (riduzione di una classe)
- 85% per le parti comuni dei condomini (riduzione di due classi)
Il limite di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare, recuperabile in 5 anni. Per chi abita in zone sismiche, il Sismabonus è spesso la detrazione più conveniente disponibile, specialmente se combinata con interventi di efficienza energetica.
Bonus acquisto prima casa 2026
Chi acquista la prima casa nel 2026 può beneficiare di agevolazioni fiscali significative:
- Imposta di registro ridotta al 2% del valore catastale (invece del 9% ordinario) per acquisti da privati
- IVA al 4% per acquisti da costruttore (invece del 10%)
- Detrazione degli interessi passivi sul mutuo: 19% su un massimo di 4.000 euro di interessi, per un risparmio massimo di 760 euro all’anno
- Credito d’imposta per chi vende la prima casa e ne acquista un’altra entro 12 mesi, pari all’imposta di registro pagata sul primo acquisto
I requisiti per l’agevolazione prima casa sono: non essere titolari di altri immobili ad uso abitativo in Italia, stabilire la residenza nel comune dove si acquista entro 18 mesi dall’atto, e che l’immobile non sia di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9 escluse).
Come cumulare più bonus sulla stessa ristrutturazione
Una delle strategie più efficaci è combinare più agevolazioni sullo stesso intervento. Non sempre è possibile (alcune detrazioni non sono cumulabili tra loro), ma in molti casi sì:
- Bonus Ristrutturazione 50% + Ecobonus 65% per interventi separati nello stesso edificio (es. rifacimento del bagno + sostituzione della caldaia)
- Sismabonus + Ecobonus nelle zone sismiche, dove spesso i due interventi vengono progettati insieme
- Bonus mobili al 50% (spese fino a 5.000 euro) in abbinamento al Bonus Ristrutturazione, per acquistare arredi e grandi elettrodomestici dopo una ristrutturazione
Il consiglio: prima di avviare qualsiasi lavoro, consulta un commercialista o un CAF per pianificare la strategia fiscale ottimale. La differenza tra una pianificazione ben fatta e l’improvvisazione può valere migliaia di euro.
FAQ — Bonus casa 2026
- Il Bonus Ristrutturazione al 50% è ancora valido nel 2026? Sì, il Bonus Ristrutturazione al 50% (fino a 96.000 euro di spesa per unità immobiliare) è confermato per il 2026. È la detrazione edilizia più stabile e longeva del sistema fiscale italiano.
- Si può ancora fare cessione del credito o sconto in fattura nel 2026? Le possibilità di cessione del credito e sconto in fattura sono molto limitate nel 2026. Sono rimaste attive solo per alcune categorie specifiche (interventi su edifici danneggiati da calamità naturali, case popolari, interventi già avviati entro determinate scadenze). Per i nuovi interventi privati, la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi è praticamente l’unica opzione.
- Quali documenti servono per detrarre le spese di ristrutturazione? Fattura dell’impresa esecutrice, bonifico bancario dedicato (con la causale specifica che cita l’articolo di legge), comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori per gli interventi energetici, APE ante e post intervento per l’Ecobonus.
- Anche chi ha un reddito basso può usufruire delle detrazioni? Le detrazioni IRPEF si applicano solo se si paga IRPEF: chi ha reddito molto basso o è incapiente (paga meno IRPEF di quanto dovrebbe detrarre) non riesce a sfruttarle pienamente. Per i condomini incapienti esistono alcune soluzioni specifiche, ma la cessione del credito ai privati è praticamente bloccata.
- Il Superbonus conviene ancora nel 2026? Per la maggior parte dei proprietari privati, no. Al 65% e senza cessione del credito, la convenienza è molto ridotta rispetto al passato. I condomini con lavori già avviati che rientrano nelle condizioni normative possono ancora beneficiarne, ma per nuovi interventi è quasi sempre più semplice usare Ecobonus, Bonus Ristrutturazione o Sismabonus.
Conclusione
Il panorama dei bonus casa nel 2026 è più sobrio ma ancora ricco di opportunità per chi sa orientarsi. Il Bonus Ristrutturazione al 50%, l’Ecobonus, il Sismabonus e le agevolazioni sulla prima casa rappresentano un sistema di incentivi che, usato con intelligenza, permette di recuperare quote significative delle spese sostenute. La chiave è pianificare con anticipo, farsi assistere da professionisti qualificati e non improvvisare. Le risorse ci sono — basta saperle trovare.
