Cessione del quinto per il personale docente

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Tra le tante tipologie di prestiti che un insegnante può richiedere vi è sicuramente una modalità di erogazione del denaro decisamente più comoda per i lavoratori di questo settore, ossia la cessione del quinto. Questa particolare modalità, come si può intuire dal nome, prevede la restituzione del denaro che viene richiesto ad un ente erogatore mediante una particolare modalità. Brevemente verranno fornite tutte le informazioni necessarie riguardo la tipologia di prestito in questione in modo da soddisfare ogni curiosità o eliminare tutti i dubbi.

Cos’è la cessione del quinto

Lo strumento finanziario conosciuto anche come cessione del quinto è molto diffuso e utilizzato da persone che hanno bisogno di denaro per poter affrontare spese che con le normali entrate economiche non possono essere sostenute. La persona che intende presentare domanda per questo genere di prestito deve necessariamente trovare un ente erogatore che venga accreditato dalla Banca d’Italia, così da poter effettivamente richiedere i soldi desiderati e procedere alla restituzione mediante la cessione del quinto dello stipendio percepito per l’attività dell’insegnamento. Naturalmente nel caso specifico dei docenti sarà il Ministero dell’Istruzione a gestire le trattenute in modo da poterle versare all’ente che ha erogato il prestito. Grazie a questa tipologia di finanziamento è anche possibile usufruire di una notevole quantità di vantaggi, tra cui tassi d’interesse molto vantaggiosi che non è possibile ritrovare utilizzando le normali modalità di prestito esistenti che vengono offerte alle persone.

Requisiti per poter usufruire della cessione del quinto

L’insegnante che ha in mente di voler richiedere un prestito usufruendo della cessione del quinto come modalità di restituzione del denaro dovuto dovrà soddisfare alcuni requisiti fondamentali imposti dall’Inps o ex Inpdap (ente erogatore). In primis è necessario che il richiedente sia iscritto all’Inps e abbia versato contributi per un minimo di 4 anni all’interno della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali; inoltre vengono anche richiesti 4 anni di anzianità di servizio ed essere nominati docenti di ruolo. Quest’ultimo requisito viene richiesto principalmente perché l’ente erogatore deve assicurarsi che il prestito venga effettivamente restituito; per fare ciò quindi il richiedente deve poter guadagnare un determinato quantitativo di denaro per una considerevole durata di tempo.

La cessione del quinto e gli insegnanti precari

Come si può evincere dalle cose dette precedentemente, l’accesso alla cessione del quinto per gli insegnanti che vengono definiti precari potrebbe essere decisamente più problematico. La causa di tutto ciò è da ricercarsi principalmente nelle modalità con cui si ottiene il lavoro temporaneo. Gli insegnanti precari vengono inclusi all’interno di una graduatoria particolare che viene usata per poter assegnare i posti vacanti all’interno delle scuole in una determinata provincia o effettuare sostituzioni. Il contratto stipulato tra l’istituzione scolastica e l’insegnante, in alcuni casi, termina il 30 giugno; dopo tale data la persona in questione rimane effettivamente senza lavoro e a settembre deve attendere di essere nuovamente l’assegnamento di un posto o di una cattedra vacante. Da tutto ciò nasce il ruolo di insegnante precario (ossia senza certezza del posto di lavoro) ed è per questo motivo che la cessione del quinto diviene accessibile a questi professionisti solamente se hanno ottenuto un contratto con una lunghezza pari o superiore ai 3 anni. Comunque vi è da precisare che la durata della restituzione non può superare la durata del contratto, ma non solo, l’ente che eroga il prestito potrebbe anche rivalersi sul Tfr in modo da guadagnare un’ulteriore garanzia in caso la persona richiedente non restituisca il denaro dovuto o ci sia qualche insolvenza.

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