Pace fiscale 2018: ecco che cos’è e come saperne di più

Di

legge

La pace fiscale è stata introdotta con il decreto legge numero 19 del 2018 e prevede una serie di misure che permette ai contribuenti di regolarizzarsi presso il fisco, in modo da versare delle imposte dovuti, senza interessi o sanzioni. Ma come funzionano? Come e chi può richiederle?

Le definizioni agevolate

Sono diverse le definizioni agevolate previste nella pace fiscale ovvero:

  • la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento, per accertamenti, rettifiche, liquidazioni ed atti di recupero ancora impugnabili;
  • la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione, a condizione che i suddetti verbali non siano stati ancora notificati con un avviso di accertamento;
  • la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento per le società e associazioni sportive dilettantistiche, per definire un rapporto tributario relativo al procedimento di accertamento con il pagamento del 50 % di Ires ed Irap, se l’importo è maggiore dell’IVA, che permette di beneficiare uno sconto del 95 % su sanzioni ed interessi;
  • la definizione agevolata delle controversie tributarie, per le liti tributarie con l’Agenzia delle Entrate sugli atti impositivi (in giudizio o pendenti), comprese quelli in Cassazione;
  • la definizione delle irregolarità formali, per le imposte sui redditi, l’IVA e il pagamento dei tributi, che si perfeziona con il versamento di 200 euro per ciascun periodo d’imposta riferito alle violazioni;
  • la definizione agevolata delle cartelle di pagamento, che prevede una riapertura di alcuni termini.

Come funziona la pace fiscale

La pace fiscale, a prescindere dalle definizioni agevolate, prevede un rottamazione dei debiti iscritti a ruolo, nelle cartelle di pagamento. Sono esclusi, da tale rottamazione i crediti derivanti da condanne pronunciate presso la Corte dei Conti, il recupero degli aiuti di Stato ritenuti non legittimi dall’Unione Europea,  sanzioni differente da quale tributarie o con obblighi dovuti ad altri enti previdenziali, e multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Stralciate queste cartelle, i debiti si possono pagare a saldo, ovvero togliendone una parte, saldando così il debito parzialmente. Riguarda questa agevolazione solo le persone fisiche ed alcuni tipi di debiti, ovvero il valore ISEE riferito al proprio nucleo familiare se non supera 20000 euro, per carichi derivanti dagli omessi dovuti ad un’autoliquidazione, e la dichiarazione di adesione che rispecchi la procedura prevista nell’articolo 14-ter della legge numero 3 del gennaio 2012.

Tali stralci si possono effettuare solo in alcune date, e per sapere se è possibile richiedere la pace fiscale è necessario rivolgersi all’Agenzia dell’Entrate, tramite i vari contatti o un patronato Caf.

Di

Lascia un commento