Dal primo di gennaio del duemiladodici, gli uffici INPDAP sono stati definitivamente chiusi ed il servizio da loro svolto è diventato un incarico dell’INPS. Quindi, visto che il compito degli uffici INPDAP era quello di erogare dei prestiti, l’INPS ha provveduto ad aprire nuovi sportelli per pensionati e per i dipendenti pubblici che precedentemente erano già iscritti presso INPDAP.
I prestiti che venivano erogati in questi uffici, erano prestiti mirati, con obbiettivi già prestabiliti o, tecnicamente parlando, erano finanziamenti di scopo. In questo caso il fine è quello di ristrutturare casa, quindi l’intera somma deve essere usata soltanto per la ristrutturazione del proprio appartamento. Questo genere di prestito prevede direttamente l’addebito in banca, oppure si può pagare tramite il cedolino della pensione; per prevenzione il rimborso avviene tramite la cessione del quinto, quindi l’importo della rata da pagare non deve superare un quinto dell’intera somma della busta paga mensile o comunque della pensione. Il prestito INPDAP per ristrutturazione casa viene erogato per ristrutturare, risanare, restaurare o rinnovare l’abitazione in cui si vive oppure una nuda proprietà, ma comunque viene emesso solo per la prima casa.
Questo genere di pratica viene erogata direttamente dall’INPS, è possibile comunque rivolgersi anche alle finanziarie convenzionate oppure verso un istituto di credito. La differenza tra il fare la richiesta all’INPS oppure farla negli altri uffici autorizzati, sta alla fine soltanto nei tassi d’interesse. Per quanto riguarda INPS il tasso annuo di interesse nominale è in percentuale del tre e mezzo, al quale ovviamente vanno aggiunti quelli amministrativi che, sempre in percentuale, non superano lo zero e cinque e il premio per il fondo rischi. Richiedendo questo tipo di prestito presso altri uffici abilitati o presso gli istituti di credito, si potrebbe rischiare di trovare tassi d’interesse abbastanza alti, dato che ogni ufficio ha regole differenti e ogni uno applica un tasso diverso. La migliore delle soluzioni rimane sempre quella di fare un accurata ricerca online per avere un’idea generale e poi decidere. La somma massima da poter richiedere è di cento mila Euro, da restituire in massimo dieci anni e quindi non più di centoventi mesi.
Chiaro è che poi dipende tutto dalla busta paga finale della persona o comunque dalla pensione, dato che, come già detto precedentemente, viene trattenuto un quinto della somma totale della busta. Per richiedere questo tipo di mutuo presso INPS, bisogna effettuare la richiesta online tramite l’apposito sportello che si trova nella pagina appunto di INPS sotto la voce di Gestione ex-INPDAP. Per fare la richiesta si deve presentare una serie di documenti, tra i quali: il documento che conferma l’appartenenza della casa da ristrutturare oppure della nuda proprietà; il documento, firmato dal direttore dei lavori, che conferma l’inizio del restauro o comunque della ristrutturazione; il computo metrico estimativo, ovvero quel foglio dove viene fatto un conto approssimativo delle spese totali della ristrutturazione dove viene descritto il tipo di lavoro da svolgere, il codice, le varie quantità, il prezzo unitario e quindi il prezzo totale; la SCIA, ovvero la segnalazione certificata di inizio attività, o la DIA, denuncia di inizio di un attività edilizia; l’autodichiarazione dello stato di famiglia; le fotocopie di tutte le fatture del lavori e dei servzi svolti fino a quel momento, con annesse anche quelle dei materiali usati, che dovranno ammontare almeno al dieci percento della somma totale richiesta all’inizio.
