Chi puo richiedere cessione del quinto

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La cessione del quinto è una modalità particolare di richiesta e rimborso di un prestito non finalizzato a un progetto particolare. Nella richiesta non devono dunque essere specificati i motivi per i quali si richiede un finanziamento, mentre la peculiarità di questo tipo di prestito rispetto a quelli classici consiste nelle modalità di rimborso: il rientro del capitale, infatti, viene effettuato tramite delle trattenute che vengono addebitate direttamente sullo stipendio mensile del lavoratore che ne abbia fatto richiesta.
Viste le modalità di rimborso, se ne deduce che soltanto i lavoratori in possesso di un contratto di lavoro come dipendenti possono accedere a questa particolare pratica di finanziamento. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche che devono presentare i beneficiari della cessione del quinto e chi può dunque farne richiesta. Possono fare richiesta di cessione del quinto tutti i lavoratori dipendenti, sia quelli a tempo determinato che quelli a tempo indeterminato, sia part time che full time, sia che lavorino per aziende private o siano invece impiegati in aziende pubbliche, statali, regionali o comunali. Anche coloro che già sono in pensione possono richiedere la cessione del quinto.
Per quanto riguarda invece i lavoratori autonomi e coloro che lavorano con contratti di collaborazione, di solito questi sono esclusi dall’accesso alla pratica di cessione del quinto dello stipendio, ma possono farvi ricorso in casi particolari, cioè quando è dimostrabile le stabilità della collaborazione.

Viste le modalità di rientro del capitale, che offre maggiore tutela agli istituti finanziari rispetto a quanto accade in un prestito classico, anche coloro che sono stati iscritti nel registro dei cattivi pagatori possono con successo fare richiesta di prestito con cessione del quinto. Questo perché il rimborso avviene tramite trattenuta che va a colpire in modo diretto e non mediato la fonte di reddito della persona, diminuendo così in maniera drastica il rischio di dimenticanze o insolvenze. A propria tutela, gli istituti di credito e le banche che erogano questo tipo di finanziamento, richiedono in ogni caso la stipula di un’assicurazione sulla vita e di una per la eventuale perdita del lavoro. Quest’ultima condizione non si applica, come è naturale, per coloro che invece godono già della pensione.

Ci sono poi condizioni particolari che devono essere soddisfatte affinché il finanziamento venga erogato. Ad esempio, per quanto concerne i pensionati, non devono essere stati superati gli 80 anni di età per accedere al prestito da rimborsare con cessione del quinto, né si deve essere titolari di una pensione di invalidità o di tipo sociale. Per i dipendenti a tempo determinato, invece, il rimborso del capitale deve essere programmato entro la data di scadenza presunta del contratto. I dipendenti pubblici possono accedere a una deroga prevista per il limite massimo di impegno dello stipendio: mentre per i lavoratori del settore privato non più del 20% – quindi un quinto – dello stipendio mensile può essere impegnato per il rimborso della rata del finanziamento, per i lavoratori del settore pubblico l’impegno può arrivare a interessare fino ai due quinti del salario.

Ovviamente, l’istituto di riferimento deve valutare che ci siano le condizioni per poterlo fare, in base all’ammontare degli emolumenti ricevuti del lavoratore e sulla base della presenza di altre spese fisse o di altri prestiti. La richiesta di prestito deve essere presentata a un istituto finanziario autorizzato o a una banca, proprio come avviene per i finanziamenti di tipo tradizionale. La documentazione da presentare è semplice, e comprende l’ultima busta paga e una dichiarazione da parte del datore di lavoro o dell’ente pensionistico, i quali saranno direttamente coinvolti nel versamento delle rate di rimborso, rivestendo quindi un ruolo di primo piano in tutta la procedura.

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