Calcolo interessi moratori: quali elementi considerare? Quando farlo?

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Una breve panoramica su cosa sono gli interessi di mora e sui criteri in base ai quali effettuare il calcolo interessi moratori, ovvero gli interessi dovuti a titolo di risarcimento per il mancato pagamento di quanto dovuto da parte del debitore nei confronti del creditore.

Cosa sono gli interessi di mora?

In generale, quando si parla di interessi si fa riferimento, in relazione a una somma di denaro, a una obbligazione accessoria rispetto a una obbligazione principale. Esistono diversi tipi di interessi: pecuniari, accessori, periodi o percentuali. Inoltre, possono essere distinti sia in base alla loro fonte (convenzionali , legali, o usuali), sia in base alla loro funzione (corrispettivi, compensativi o moratori).

Nel caso che ci occupa, ovvero nel caso degli interessi moratori, si ha a che fare con un determinato tipo di interesse caratterizzato appunto per la sua funzione. La disciplina che si applica in questi casi è quella stabilita dagli articoli 1224 del Codice Civile, dal Decreto legislativo n. 231/2002 e dall’articolo 63 comma 2 del D.L. 1/2012.

Gli interessi moratori sono infatti dovuti dal debitore nel caso in cui egli dovesse non provvedere al pagamento di una obbligazione di tipo pecuniario entro il tempo stabilito, ovvero in ritardo. Si tratta di interessi di tipo risarcitorio, dal momento che sono dovuti anche se non pattuito. Di conseguenza, costituiscono una forma di ristoro  (ovvero di risarcimento) il cui scopo è quello di compensare al ritardo (ovvero la mora) con cui il debitore sta provvedendo al pagamento.

Ciò significa che questi interessi sono dovuti anche nel caso in cui il creditore non abbia subito alcun danno a fronte della condotta inadempiente del debitore.

Tasso di interesse e risarcimento danni

Nel caso degli interessi moratori, il tasso può essere legale, se stabilito dalla legge, o convenzionale, se concordato tra le parti. Inoltre, l’entità del tasso per questi interessi può variare anche in base al tipo di contratto cui vengono applicati. Per esempio, nei contratti e nelle transazioni commerciali sono adottate norme diverse rispetto a quelli tra privati o tra privati e professionisti. In questi ultimi in particolare il tasso applicato sarà più alto nonché maggiorato.

Nel caso in cui oltre al ritardo nell’adempimento dovessero configurarsi anche dei danni subiti dal creditore, questi vengono aggiunti a quanto dovuto dal debitore. Secondo l’articolo 1224 del Codice Civile, infatti, il creditore ha diritto a ricevere sia il pagamento degli interessi moratori che il risarcimento dei costi sostenuti per il recupero delle somme e il risarcimento del maggior danno, a patto che sia in grado di dimostrarlo.

L’unico caso in cui il debitore è esonerato dal pagamento degli interessi moratori è quello in cui sia in grado di dimostrare che l’inadempimento è dipeso da cause a lui non imputabili.

Calcolo interessi moratori: come funziona?

Come già accennato, gli interessi moratori sono dovuti a un ritardo nel pagamento di una obbligazione. Di conseguenza, il calcolo degli interessi moratori avviene a partire dal giorno successivo al termine entro il quale il debitore doveva adempiere all’obbligazione, detto anche “giorno della mora”. La validità di questo principio, sancito dall’art. 1224 del Codice Civile, è ribadita anche dall’art. 4 del Decreto Legislativo n. 231/2002. Quest’ultimo aggiunge che gli interessi di mora sono dovuti al creditore anche in assenza di costituzione in mora.

Generalmente sono le parti stesse, nel caso di contratti tra privati o tra privati e professionisti, a stabilire qual è il termine entro il quale il debitore deve provvedere al pagamento. In assenza di definizione si applica la norma di cui all’articolo 1183 del Codice Civile.

Per calcolare invece a quanto ammontano, e quindi effettuare un calcolo degli interessi moratori, è necessario in primo luogo stabilire l’ambito in cui essi sorgono. Come già detto, infatti, la norma relativa agli interessi moratori in caso di transazioni commerciali non è la stessa che si applica per quelli avvenuti tra privati o tra privati e professionisti.

In secondo luogo, è necessario individuare la data di decorrenza degli interessi moratori. Questo, come già accennato, corrisponde al primo giorno successivo alla scadenza del termine fissato per il pagamento.

Infine, per il calcolo degli interessi moratori, se la misura non è stata preventivamente determinata in sede contrattuale, questa sarà determinata in sede giudiziale. In ogni caso, per calcolare gli interessi moratori è possibile utilizzare la seguente formula:

Interesse = (Importo dovuto x tasso percentuale  x numero dei giorni di ritardo) / 365

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