I prestiti Inpdap sono dei prestiti agevolati erogati ai dipendenti ex Inpdap. Dal 2011, infatti, l’istituto di previdenza è stato inglobato dal più celebre Inps, pur conservando una dicitura specifica per i suoi ex dipendenti e pensionati. Tra tutte le categorie lavorative che possono beneficiare di un prestito Inpdap ci sono gli infermieri. Queste figure sanitarie sono fondamentali per l’aiuto all’attività medica. Questi prestiti funzionano con cessione del quinto, quindi vengono ripagati dagli infermieri con un addebito direttamente in busta paga.
Come funzionano e chi può richiederli?
Gli infermieri in servizio possono richiedere i prestiti Inpdap, ma lo possono fare anche i pensionati di questa categoria. Ci sono tre momenti durante l’anno in cui si possono richiedere questi prestiti: a gennaio, maggio e settembre possono essere inoltrate le domande. I prestiti sono dei finanziamenti che si differenziano da quelli personali per come la rata viene restituita. I prestiti con cessione del quinto, infatti, prevedono un addebito in busta paga della rata, che non può superare un quinto dello stipendio percepito dall’infermiere o della pensione dell’ex infermiere ormai non più in servizio. Ogni 4 mesi viene pubblicato sul sito dell’Inpdap il bilancio quadrimestrale per i prestiti: viene così resa pubblica la cifra che l’istituto si può permettere di erogare in quel periodo dell’anno.
Da quel momento sono aperte le richieste, che seguono un decorso temporale (chi prima ha fatto richiesta prima entra in lista) fino ad esaurimento della cifra. Un tempo esisteva la differenziazione tra infermieri generici e infermieri professionali. I primi venivano formati con un corso biennale dopo la scuola dell’obbligo, mentre i secondi dovevano fare tre anni di corso. Con la nascita delle lauree triennali professionalizzanti nel 2001 si è persa questa distinzione: sono tutti infermieri, e possono esserlo solo coloro che hanno conseguito la laurea in Scienze infermieristiche. Tuttavia i vecchi infermieri, formati dai corsi pre-riforma, possono comunque chiedere il prestito Inpdap per infermieri con cessione del quinto poiché ormai sono in ruolo.
Come si richiedono i prestiti Inpdap per infermieri
Per la richiesta dei prestiti Inpdap per infermieri bisogna presentare una domanda esclusivamente telematica. Nei tre periodi dell’anno dedicati bisogna accedere al sito dell’ente previdenziale e compilare la domanda con i propri dati. Viceversa, si può anche accedere al sito del proprio ospedale o della propria casa di cura dove si lavora, entrando con le credenziali del personale. Molti istituti di credito e finanziarie hanno delle convenzioni con l’Inps ex Inpdap, quindi si può andare anche nelle filiali e chiedere direttamente di entrare in lista per questi prestiti. Una volta presentata tutta la documentazione bisogna aspettare di essere accettati.
I tassi e le somme erogate
Le somme erogate per i prestiti Inpdap per infermieri e i tassi di interesse sono legati alla cifra richiesta dal prestito.
Per i prestiti a lungo termine i tassi ammontano al 3,5% annuo lordo, al quale si aggiunge anche un trattenuto di 0,50% per le spese di gestione e per l’assicurazione del Fondo Rischi. Quest’ultimo è un fondo che l’istituto previdenziale deve avere perché deve essere in grado di coprire le eventuali perdite di lavoro o i decessi dei dipendenti, essendo nelle condizioni di restituire il denaro versato. Esistono anche dei prestiti più brevi, che possono essere ad un anno, due, tre o quattro. Questi mini prestiti generalmente non superano i 4000 euro, laddove quelli più a lungo termine sono di almeno 6000 euro. I tassi di interesse di questi prestiti sono ricalcolati in base alla durata. Infine, gli infermieri possono chiedere anche dei prestiti sotto forma di mutuo agevolato, che servono per l’acquisto di un immobile. Per chiedere questi prestiti l’infermiere non deve avere già un immobile di proprietà, e nel caso di multiproprietà non deve avere più della metà delle quote. Il tasso può essere fisso al 3.7% oppure variabile e tarato sull’Euribor, con almeno 5 o 10 anni di rate per la restituzione.
